“whatever you do, don’t tell anyone” [josh homme]
Alcuni anni fa, durante una delle (numerose) estati in cui non sono riuscito ad andarmene dalla città, ho deciso di immergermi nella lettura di Naomi Klein’s “No Logo”. Non si può dire che sia stata un’immersione rinfrescante come avrebbe potuto essere, ad esempio, un tuffo a Porto Rotondo, ma è stato sicuramente un pieno di informazioni dannatamente utile.
Elencando i modi subdoli ed efficaci con cui il Brand si introduce nelle ns vite, la battagliera autrice del libro analizzava i cosidetti “secret show”. Si tratta di spettacoli di arte varia (principalmente musica) sponsorizzati totalmente dalle grandi marche di qualsivoglia articolo. Show, quindi. Secret perchè i partecipanti alla serata scoprono all’ultimo minuto il luogo e l’ora della gig e, solo una volta lì, sanno che artista si esibirà sul palco. Naomi Klein sottolineava questo: tutto il pacchetto promozionale che accompagna l’evento, proprio per la natura secret dell’evento stesso, è completamente sgombro di dettagli. Compare solo la data, scritta in piccolo. Sovrastata dal marchio che sponsorizza il tutto. of course.
L’orario, il locale e l’indirizzo sono info inutili, da omettere volentieri. per non parlare del locale o della band.
Cazzeggiando in rete, poco fa, mi sono trovato a leggere un thread (per vs completezza su blog.lasiciliaweb.it): vi si legge una lamentela per il fatto che gli Afterhours, prossimamente, suoneranno un secret show a Catania. L’amministratore del blog risponde spiegando che la serata non è poi così secret, dato che è annunciata con tutti i crismi sul sito della band. Subito penso: forse si vuol cercare di portare al concerto, oltre allo zoccolo duro dei fans consolidati, altra gente. Gente che non sa di andare ad ascoltare gli Afterhours. Già immagino la scena: “miii che sfiga, l’ultima volta che ci ero andato mi ero beccato i Dari. e invece stavolta gli After. che palle!”
Un’amico che non vedevo da tempo mi ha raccontato qualche giorno fa che, durante un suo soggiorno a Londra, è stato invitato ad un secret show. Dalle poche informazioni trapelate, doveva esserci on stage un grande artista r ‘n’ b. Succede che il mio compare raccoglie la proposta e si presenta puntuale al punto d’incontro. Tutto appreso via sms un paio d’ore prima dell’appuntamento. Trovato il campanello da suonare, preme il pulsante una. due. tre. VENTI VOLTE. nessuno gli ha mai aperto.
Esiste ancora la capacità di mantenere i segreti? O quello che ho brevemento descritto qua sopra, è effettivamente la prova lampante del fatto che chi porta con sè un segreto, è portato a rivelarlo inesorabilmente a qualcuno?
Come mai nessuno organizza un vero secret show? Eppure: basterebbe affittare il locale senza dirlo a chi lo gestisce. prenotare la band senza contattare nessuno. stampare i flyer senza che la tipografia lo sappia mai e diffondere la newsletter da un computer spento.
sarebbe semplice. basterebbe non dirlo a nessuno.
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